Si sente sempre più spesso parlare di lavoro flessibile, autonomo, da remoto. La parola smartworking è sempre più presente nel nostro glossario quotidiano, ecco una panoramica di come cambia il mondo del lavoro anche a causa dell’effetto coronavirus. Necessità e opportunità per intraprendere business e professioni nel futuro con coscienza e ottimismo.

8 ore in ufficio: sempre più lontane

Che la digitalizzazione abbia cambiato abitudini e pratiche quotidiane in tutto il mondo è ormai un dato di fatto già da diversi anni, ciò che sta rappresentando un nuovo trend è quello della rimodulazione degli orari di lavoro, degli spostamenti per e dall’ufficio e la possibilità di lavorare da casa. Con il passare del tempo ci siamo abituati a parole come “influencer”, lavoro da remoto, smartworking: anche lavori più “tradizionali” stanno piano piano cambiando, è questo il caso, ad esempio, dei programmatori web, che necessitano di una semplice postazione computer. L’emergenza legata alla proliferazione del covid-19, ha aperto definitivamente le porte e le menti di molti a questa modalità, sono difatti tante le aziende, anche italiane, che considerano questa pratica.

Lavorare ai tempi del coronavirus: un passo verso il futuro

Nella storia dell’uomo possiamo contare almeno quattro rivoluzioni industriali: si è prima passati da quella del 18esimo secolo caratterizzata dall’introduzione delle macchine a vapore e la divisione in classi di lavoro, poi per la diffusione dell’energia elettrica che ha contribuito alla produzione di massa di beni di consumo, siamo poi arrivati alle macchine a controllo numerico (computer) fino a giungere all’intelligenza artificiale propria della rivoluzione 4.0. Ogni periodo citato ha modificato abitudini e modalità di lavoro dell’uomo, dall’Oriente agli USA, senza esclusione, ha creato nuove competenze, ma mai era stata un’epidemia a far prendere delle decisioni drastiche a aziende e governi sulla relazione lavoratore-azienda: in questi giorni, anche l’Italia apre definitivamente le porte a questa nuova frontiera dello smartworking, questa è un’opportunità culturale che l’Italia deve considerare non solo in una fase di crisi, ma anche per il futuro, poiché i benefici per lavoratori, famiglie e aziende sono molteplici. Secondo uno studio commissionato dall’azienda cinese Lenovo, il mondo del lavoro sta virando sempre più verso professioni intellettuali, dove la manodopera viene affidata a sistemi meccanici e robotizzati, inoltre tale report afferma che oltre il 57% degli intervistati in Inghilterra, non ha alcuna necessità di recarsi sul posto di lavoro per espletare le proprie mansioni, vien da sé che quest’emergenza potrebbe rappresentare il pretesto per un cambiamento culturale senza precedenti. Il mondo del lavoro era già in procinto di cambiare, parole come freelancer, lavoro da remoto e “a progetto” erano già ben presenti nel nostro vocabolario quotidiano soprattutto fra gli under 40.

Smart Net In

Noi della Net In siamo nati con questa impostazione figlia dei tempi che viviamo e nei quali ci siamo formati. Il nostro lavoro è organizzato in modo da garantire autonomia e auto organizzazione, puntando a raggiungere gli obiettivi che periodicamente definiamo. 

Lo smartworking, intelligente e dinamico, permette alla società di modularsi a seconda degli impegni, consentendo di includere le professionalità necessarie di volta in volta, abbandonando i classici organigrammi aziendali, a vantaggio di una rete che si allarga e si restringe, sempre pronta ad adattarsi al contesto e alle sfide. 

Ovviamente, siamo consapevoli dell’importanza dei momenti di incontro, di team building, che regolarmente avvengono quando è necessario confrontarsi sull’avanzamento dei progetti, sulla programmazione strategica, sulla definizione degli obiettivi di breve, medio e lungo termine. 

Con lo smartworking, infine, abbiamo la possibilità di aprirci a più ambiti di interesse, riuscendo ad ottimizzare i tempi di lavoro e dedicando più tempo alle nostre passioni.